Cosa facciamo questo weekend? Dove andiamo? I borghi Bandiera Arancione sono la riposta!
Tanto si sente parlare di questo riconoscimento, ma in cosa consiste?
La bandiera arancione è un riconoscimento di qualità turistico-ambientale conferito dal Touring Club Italiano (TCI) ai piccoli comuni dell’entroterra italiano con un massimo di 15.000 abitanti che si distinguono per un’offerta di eccellenza e un’accoglienza di qualità.
L’idea nasce, nel 1998 a Sassello (in Liguria), dietro un’esigenza dell’ente regionale di promuovere e valorizzare l’entroterra. Il TCI, quindi, sviluppò un modello di analisi, che, in seguito è stato promosso su scala nazionale, individuando piccole località d’eccellenza in ogni regione.
Il progetto è l’unico italiano inserito dall’Organizzazione mondiale del turismo (World Tourism Organization) fra i programmi realizzati con successo per uno sviluppo sostenibile del turismo in tutto il mondo.

Nelle Marche la Bandiere Arancioni è stata assegnata a ben 23 Comuni: Acquaviva Picena, Amandola, Camerino, Cantiano, Corinaldo, Frontino, Genga, Gradara, Mercatello sul Metauro, Mondavio, Montecassiano, Montelupone, Monterubbiano, Offagna, Ostra, Ripatransone, San Ginesio, Sarnano, Serra San Quirico, Staffolo, Urbisaglia, Valfornace, Visso.

E cosa c’è di meglio, nel fine settimana, che una gita fuori porta? Anche se vicino casa? Quindi se vi chiedete cosa fare ecco la risposta!

Genga si trova nel cuore del Parco Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi e vanta la Bandiera Arancione. Circondata da boschi sulla cima di un colle nell’alta valle dell’Esino, è racchiusa tra le mura del castello medioevale ed è famosa per le Grotte di Frasassi, uno dei più importante complessi ipogei d’Europa. La cavità maggiore è detta Grotta del Vento, così grande che potrebbe contenere il Duomo di Milano.


Nelle immediate vicinanze sorge una maestosa grotta: nel vano d’accesso troviamo l’Eremo di Santa Maria infra Saxa citato nei documenti fin dal 1029 e composto da un semplice edificio in pietra. DI fianco sorge il Tempietto del Valadier, una struttura ottagonale in blocchi bianchi di travertino fatta erigere nel 1828 dal papa di Genga Leone XII su progetto del celebre architetto Giuseppe Valadier.

Nella frazione di San Vittore sorge la Chiesa di San Vittore alle Chiuse del XI sec, un bellissimo edificio romanico a croce greca, con l’annessa Abbazia ora adibita a Museo Speleo Paleontologico ed Archeologico, nel quale è custodito il fossile di ittiosauro, un rettile di ambiente marino che visse durante l’Era Mesozoica. Di fronte alla chiesa c’è un ponte romano, difeso da una tronca torre gotica e poco lontano vi è un centro termale. Nel castello di Genga è da visitare il museo Arte, storia, territorio presso il palazzo Fiumi Sermattei, che espone i capolavori dell’antica chiesa di San Clemente, vero scrigno di arte e di storia con opere di Antonio da Fabriano.

Tra le specialità gastronomiche ricordiamo: la crescia coi grasselli, la crescia cotta sotto la brace, il ciauscolo, i  cavallucci…. Insomma ce n’è sia sia per lo stomaco che per il cuore e perché no, per l’anima!

Mentre invece sulla sinistra del fiume Esino, nelle immediate vicinanze di Monte Murano o della Rossa, sorge Serra San Quirico. anche in questo caso l’intero territorio rientra nel Parco Naturale Regionale delle Gola della Rossa e di Frasassi che ha sede nel centro storico del borgo, precisamente nel Complesso di S. Lucia.

Alcuni ritrovamenti archeologici farebbero risalire i primi insediamenti al tempo degli Etruschi. Successivamente i Romani, al fine di controllare il passaggio strategico dalla Gola della Rossa, fondarono un presidio militare attorno al quale, si sviluppò il villaggio originario.

Il paese possiede un bellissimo centro storico ben conservato dal caratteristico impianto medievale; particolarmente suggestive sono le Copertelle, passaggi coperti che corrono lungo le mura di cinta del paese, e la torre principale di difesa detta Cassero, di cui è ben conservata la torre di forma quadrangolare, che venne costruita tra il 1360 e il 1374.

La Chiesa di Santa Lucia, che custodisce le tele di Pasqualino Rossi raffiguranti “Le storie di Santa Lucia”, è un capolavoro di arte barocca. Negli ambienti dell’ex convento di S. Lucia, ha sede la Cartoteca regionale, che ospita una nutrita collezione di carte, mappe e incisioni, fondamentali per comprendere la geografia storica delle Marche. A pochi chilometri dal centro, nella valle sottostante, si trova l’abbazia di Sant’Elena, edificata tra il 1009 e il 1010 in stile romanico-gotico con blocchetti in pietra arenaria dal taglio irregolare.
Insomma anche qui la bellezza, la storia e l’intreccio tra tradizione e cultura non mancano…

Che ne dite? Scendiamo dal divano e andiamo a fare un bel giro tra i Borghi con la bandiera arancione?
Vi aspettiamo a braccia aperte!

Pin It on Pinterest

Share This